Nel grande chiacchiericcio sul cibo che accompagna ogni giorno noi fortunati abitanti del primo mondo, c’è una parola che si sta ritagliando la sua fetta di celebrità, soprattutto se parliamo di pane e di pasta: miscuglio evolutivo. Il suono così evocativo potrebbe distrarci, ma si tratta di una tecnica con le potenzialità per rivoluzionare l’agricoltura a livello globale. Siccome la FAO ha deciso che oggi è la Giornata Mondiale del Cibo, mi pare proprio una buona occasione per chiarire di che si tratta e magari sottrarre in tempo questo “miscuglio” dal tritacarne commerciale che ciclicamente rende una parola di moda e poi ce la restituisce esausta. Vedi “grani antichi” e il correlato “lievito madre”.

 

A farmi da guida alla scoperta del miscuglio c’è Riccardo Bocci, agronomo e direttore tecnico della Rete Semi Rurali. Riccardo non è un esperto a caso: è una delle persone che hanno iniziato a fare ricerca in questo campo in Italia e da allora non ha mai smesso.

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Misure 16 dei PSR e GRUPPI OPERATIVI

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CEREALI RESILIENTI SICILIA – Miscuglio evolutivo di frumento per l’adattamento ai cambiamenti climatici

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